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La
Borgogna
La
produzione di vino in Borgogna risale all'epoca romana, ma lo sviluppo
della viticoltura fu promosso dalla chiesa dopo che nel 587
Gontrano, re di Borgogna, donò alcune terre ad un'abbazia locale.
Due secoli dopo il vino prodotto in Côte d'Or era già talmente famoso
da far si che lo stesso Carlo Magno promuovesse l'impianto di nuovi
vigneti dando origine al grand cru Corton Charlemagne.
Nel
1790 il Codice napoleonico introdusse il diritto ereditario per tutti i
figli senza distinzione di età o sesso, ciò portò ad un elevato
frazionamento delle proprietà. La conseguenza fu un'elevatissima
parcellizzazione delle tenute la cui superficie media è oggi pari a
soli 4 ettari.
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Complessivamente
in Borgogna sono coltivati 45.000 ettari di vigna con una produzione media di
390 milioni di bottiglie l'anno, in un totale di 11 denominazioni Appellation
Contrôlée: Beaujolais, Chablis, Coteaux du Lyonnais, Côte Chalonnaise, Côte
de Beaune, Côte de Nuits, Irancy, Mâconnais, Pouilly, St. Véran, Sauvignon.
I
vitigni coltivati in regione sono per i bianchi lo Chardonnay e in misura molto
minore il Sauvignon Blanc e l'Aligoté. I
vitigni rossi coltivati in Borgogna sono
il Pinot Noir e il Gamay.
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