IL
PICOLIT
Il Picolit è un vitigno
autoctono a bacca bianca, raro in quanto cresce in un
ambiente particolare presente solo in alcuni ristretti territori della
collina friulana orientale.
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La sua produzione è molto scarsa e incostante, dovuta ad un naturale
aborto floreale che porta alla formazione del caratteristico grappolo di forma
piramidale con pochi piccoli acini. Il grappolo è di media grandezza, spesso
alato. L'acino è piccolo; buccia pruinosa, di colore verde dorato, punteggiato.
La polpa è succosa, dal sapore dolce e neutro. L'epoca di germogliamento
è precoce, medie le epoche di fioritura ed invaiatura. E' necessaria la
coltivazione insieme ad altre varietà per favorirne l'impollinazione.
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Sull'origini
del vitigno e del suo nome si sa poco, ma è il più antico e famoso
vino Friulano.
La sua fama è dovuta all'opera di Fabio Asquini che
nel 1758 iniziò la sua opera di promozione presso tutto l'impero
Asburgico. Il Picolit fu così apprezzato da essere oggetto di
innumerevoli tentativi di contraffazione e nel giro di pochi anni fu
così conteso da essere posto in commercio ad un prezzo pari a quasi 40
volte quello del vino comune.
Oggi
il Picolit viene coltivato nelle zone del Collio Goriziano e dei Colli
Orientali udinesi. Dalle uve di questo
vitigno atipico, vinificate in bianco, si ricava il Picolit, omonimo vino,
prodotto raro e molto ricercato. Il vino è di colore giallo dorato carico, dal
profumo caratteristico di miele e frutta matura; il sapore è raffinato ed
esclusivo. E' un vino solitamente dolce, molto alcolico (13-16°) e quindi
indicato per la meditazione o il dessert. In rari casi lo si può trovare
vinificato secco e allora si trasforma in un formidabile protagonista di
indimenticabili cene.
Il
Picolit è sempre e comunque un prodotto esclusivo, con un prezzo spesso
impegnativo, ma al quale è praticamente impossibile resistere nelle rare
occasioni in cui risulta reperibile.
Se
visitate il Friuli, assaggiatelo!